
Così, in due diversi incontri uno a Mestre l’altro a Venezia, Giorgio Orsoni, ha incontrato oggi le categorie economiche della città. Una ottantina di imprenditori alla mattina, una cinquantina di rappresentanti delle maggiori categorie nel pomeriggio.
“Una città che si apre, una città che infonde la speranza, non la paura”, ha detto Orsoni. Molte le domande e le sollecitazioni da parte dei partecipanti, incontri che nelle prossime settimane costituiranno dei veri work-shop con le singole categorie.
Numerosi i temi sollevati. Dal turismo alla cultura, ma anche l’impresa, il commercio e l’artigianato. La crisi, i problemi delle piccole attività, dei negozi di vicinato. Porto Marghera. Tutto in prospettiva di un nuovo modo di concepire la città.
Sul turismo, il candidato sindaco ha spiegato che: “E’ necessario incidere sul sistema dei flussi turistici. Non si parlerà di numero chiuso, di barriere, ma nonostante questo esiste l’esigenza di governare gli accessi. Uno dei sistemi per far questo è agire sull’offerta culturale, rendendola organica con i flussi turistici”.
E, ancora, su Porto Marghera: “Finora non c‘è stata una politica vera su Porto Marghera. Il problema non è quello di difendere la chimica, ma quella di difendere i nuovi posti di lavoro. Recuperare le aree della prima zona industriale al Porto. Creare un waterfront nella prima zona industriale e le altre aree destinarle alle nuove attività industriali. Tutto passa attraverso una gestione amministrative seria, che impedisca la speculazione delle aree”.
E poi, una proposta per risolvere i problemi dei negozi di vicinato che spariscono in centro storico a causa degli affitti troppo alti: “Locazioni a prezzi calmierati su beni e fondi in proprietà del Comune di Venezia rivolti ad artigiani e piccoli negozianti”.
Ma è la nautica una delle leve della nuova economia: “Lo sviluppo della nautica da diporto con la creazione di posti barca è una ricchezza per questa città. Per ogni post barca si generano posti di lavoro e, da subito, sarebbe possibile realizzare oltre 2.000 posti barca senza creare strutture invasive per l’ambiente, con strutture leggere e poco costose. Con una forte ricaduta per il centro storico. La nautica infine può incrementare anche la residenzialità, basta pensare all’indotto che produrrà la darsena in costruzione a Sant’Elena”.































