ORSONI AGLI INDUSTRIALI: “CAMBIEREMO IL PASSO DI QUESTA CITTA’”

“C’è bisogno di un rinnovamento. Divisioni e discussioni hanno spesso paralizzato molte delle azioni importanti per la città. È tempo di cambiare il passo”.
Lo ha detto oggi Giorgio Orsoni, candidato sindaco di Venezia, alla giunta allargata di Confindustria Venezia in un incontro di presentazione del candidato del centrosinistra.
"La coalizione che sto guidando – ha spiegato Orsoni – è coesa e rappresenta il comune sentire di questa città: la solidarietà, i valori, il dialogo. Caratteristiche che non vedo in altre formazioni politiche. Molto è stato fatto dall’amministrazione in scadenza in termini di welfare, di aiuto ai deboli, di attenzione al sociale. Bisogna riconoscerlo e continuare su questo fronte, migliorando ancora. Ora però bisogna lavorare sull’altro fronte, sul sistema economico di Mestre e Venezia. E per far questo è necessario un cambiamento di rotta.
Sulla mia indipendenza sarò un estremista – aggiunge Orsoni – non arrivo dai partiti e non accetterò condizionamenti. Adotterò come unico criterio per la costruzione della mia squadra la professionalità e la competenza. Mi candido come traghettatore di questo comune verso una nuova generazione di amministratori”.
“Le imprese – ha aggiunto – hanno bisogno di certezze e l’amministrazione ha il dovere di rispondere. Per questo bisognerà mettere mano da subito alla macchina comunale, rinnovando i regolamenti, riscrivendo le procedure. Da subito poi è necessario attivare un piano di sviluppo del territorio che, essendo anche un piano economico, avrà bisogno anche delle competenze delle imprese. Così come sarete interlocutori privilegiati – ha detto ancora Orsoni alla platea degli industriali veneziani – nel riassetto della macchina amministrativa”.
Sullo sviluppo di Porto Marghera Orsoni ha ribadito che: “la prima zona industriale sarà parte integrante della città, la seconda sarà dedicata alla logistica e portualità. L’industria compatibile e ambientalmente sostenibile sarà la vocazione naturale della terza parte di questa realtà produttiva”.